Le site de Anne Givaudan et le Dr Antoine Achram

Il viaggio in India è finito, ma si può parlare di fine lì dove non c’è che inizio?
"Incredibile India" dicono tutte le pubblicità dell’India ed è proprio vero.
Eravamo tanti (54) ma in India il numero non è mai stato davvero un problema... sono già loro così numerosi!
Tutto è andato come doveva andare in questo paese che destruttura il mentale per lasciare il posto solo a ciò che vi è di più vero in noi. Alcuni avevano l’impressione di essere in "una lavatrice, per una pulizia benefica".
Siamo stati aiutati molto dagli amici che soggiornano regolarmente in alcuni luoghi di questo vasto paese e che ci aspettavano per portarci verso destinazioni poco conosciute e verso incontri insoliti e memorabili. Li ringraziamo. Swami Premananda ci ha fatto il regalo di ospitare il nostro gruppo di terapeuti nell’ospedale appena terminato. Abbiamo saputo che è uno dei posti più confortevoli per l’occasione.
Ha incontrato ognuno di noi e rimane un mistero ciò che ci ha detto.
La festa di Shivaratri è stato uno dei grandi momenti della nostra avventura indiana.
Ci sarebbe tanto da raccontare ma lasciamo ad ognuno il piacere di raccontare la propria storia in famiglia, agli amici o nel forum.
Un misto di gioia, stanchezza, meraviglia e stupore ha fatto di questo viaggio un momento indimenticabile.
Le poche foto non rendono l’idea dei momenti vissuti, ma "l’essenziale è invisibile agli occhi", non è vero?
Un sentito grazie alla nostra organizzatrice Valerie e ai nostri accompagnatori Laurence, Jean Bernard, Marc e Lilly.





Siamo rientrati dal viaggio in Africa (Gennaio 2010) e questa volta abbiamo la forte sensazione di aver fatto un gran passo in avanti. Sono tre anni che ci rechiamo nel piccolo villaggio di Meh, nelle zona rocciosa di Banfora per scambiare il nostro sapere esseno con quello dei non meno rinomati tradi-praticanti. Per poter fare quanti più scambi possibili, avevamo chiesto che ci fossero meno malati e tale richiesta è stata ascoltata.
In questo paese (uno dei più poveri al mondo) non vi è molta ricchezza da gestire se non quella interiore.
Il nostro viaggio è stato favoloso e siamo andati a trovare altri tradi-praticanti che avevano avuto solo pochi contatti con l’uomo bianco. Anche qui, l’accoglienza è stata magica, in tutti i sensi e i cacciatori d’Oz (i maghi) ci hanno ben riservato delle sorprese.
Per quanto riguarda l’ospedale dei tradi-praticanti, anche qui, tutto avanza a tal punto che loro sono sovraccarichi.
Vi elenchiamo di seguito alcuni dei problemi che si pongono in questi villaggi senz’acqua, senza elettricità e difficilmente raggiungibili se non a piedi o con un 4x4:
A Meh ci sono attualmente due case: una per i malati e l’altra per i tradi-praticanti, ma i malati diventano sempre più numerosi e arrivano con gli accompagnatori. Non dobbiamo dimenticare che i tradi-praticanti curano gratuitamente ed inoltre, dato che i malati sono ancor più poveri di loro, li devono nutrire.
Noi eravamo in 11 a fare questo viaggio e pieni di tante idee: 4 italiane (Francesca, Paola, Adriana e Lelia), 1 svizzera (Sandrine), 6 francesi (Didier, Francine, Antoine, Anne, Patrice e Nadine).



Alcune problematiche
Dove far alloggiare gli accompagnatori?
E la notte senza luce?
Il bisogno d’acqua si fa sentire e le donne devono recarsi ancora più spesso per andarla a prendere a km. di distanza trasportandola in catini sulla testa.
C’è bisogno di bagni ed una doccia (*2 buchi separati) per i malati.
Come insegnare le lemniscate ad analfabeti che non sanno nemmeno disegnare un otto?
Non ci sono tubature o altro e quindi lo scarico, in pratica, è un buco profondo scavato nel terreno.
Le nuove positive
Vi sono sempre più malati che arrivano dai villaggi limitrofi.
Le donne tradi-praticanti sono venute per la prima volta ai corsi (tanto indisciplinate e chiacchierone quanto in ogni altro paese del mondo).
I tradi-praticanti letterati hanno deciso di esercitarsi con un libro LASE e poter così insegnare agli altri tradi-praticanti.
Ci siamo visti con il muratore ed abbiamo discusso sui lavori da effettuare. Sono previsti:
Con il ricavato della vendita dei libri Sois, i doni della scuola " The School of International Training" con Earl e le offerte di altre persone, saremo in grado di iniziare: la maggior parte dei lavori, 1 anno per un trasportatore che fornisce 800 litri d’acqua a settimana, l’iscrizione ufficiale dei tradi-praticanti e 1 vivaio per piantare degli alberi di piante mediche in via d’estinzione.
In previsione
Dei pannelli solari per l’ospedale e la farmacia (vedi Patrice).
Una moto da cross per l’abitante del villaggio al fine di trasportare alcuni malati impossibilitati a camminare.
Una tenda della Croce Rossa o Militare per far alloggiare gli accompagnatori dei malati (vedi Paola e Adriana).
Costruire un’area coperta dove mangiare (ci sono 40° all’ombra).
E, il progetto più caro, rimane un pozzo per l’acqua al costo di 10.000 fino a 12.000 €.
Abbiamo riportato un CD fatto da un volontario che si trovava a passare di lì e che ha registrato i musicisti. Sarà messo in vendita a 10 € (Didier ha il duplicato).
Altre azioni
Si è composta una scuola di 86 bambini e 2 insegnanti volontari del villaggio. Nadine e Patrice hanno già instaurato uno partenariato con una scuola di Fontenay-le-Comte ed hanno portato loro dei quaderni-lavagne.
Ci sono due libri di lettura per tutti i bambini: ci vorrebbero 300 € affinché ognuno possa averne uno.
Una lavagna nera è stata offerta dal gruppo diitaliane (quella vecchia era rotta).
Didier ha finanziato una casa per le donne a qualche kilometro (la casa è in banko come nostra casa rontonda).
Ecco qui. Con qualche foto che proponiamo, vi sarà più chiaro.
Per coloro i quali hanno avuto interesse nel leggere tutto ciò, ve ne parleremo in dettaglio quando ci rincontreremo.
Buona giornata e tanto amore nei cuor.



La regione dell’Inghilterra, nella quale compaiono i cerchi nel grano, è magica a differenti livelli e ci ha permesso di vivere un viaggio tanto esteriore, quanto interiore. Potremmo domandarci perché viaggiare in quei luoghi, se tutto avviene all’interno di noi, ma significherebbe dimenticarsi lo Spirito dei luoghi. Che sia guardiano o insegnante o entrambi, è là per risvegliare delle nostre memorie, per tracciare in noi i segni di un Sapere. Mi domandavo anche perché questa regione fosse privilegiata per il numero, la frequenza e la bellezza degli agroglifi che vi apparivano durante quel periodo dell’anno.
E' allora, mentre camminavo dentro queste forme piegate, che mi sono tornate in mente le parole di Giuseppe di Arimatea quando 2.000 anni fa giunse nella regione di Rocamadour. Lui stesso si era recato, dopo la crocifissione con il prezioso calice contenente il sangue del Kristos, in una regione coperta di nebbie dove c’era un’isola di nome Avallon della quale ci aveva parlato in questi termini: «...é un’isola dei nostri Fratelli Elohim, i signori delle Stelle… E’ una delle terre più antiche del mondo, una delle prime ambasciate dei messaggeri del Senza Nome sulla superficie della nostra Madre…». Egli, allora, evocò un continente perduto e la sua voce risuonò ancora in me come 2.000 anni fa:
«…mentre un cataclisma distruggeva quasi l’intero popolo,… la roccia di Ei A Wallach divenne uno dei rarissimi punti della terra degli uomini in cui brillasse sempre il fuoco primordiale».
Compresi allora improvvisamente perché questa regione, come un canale tra la terra e le stelle, avesse dei contatti privilegiati.
Abbiamo camminato e meditato nei cerchi nel grano, percependo che l’energia che si liberava, aveva diverse funzioni a seconda di ciò che si stava cercando o di ciò che vi si trovava.


Ogni cerchio nel grano ha una sua particolarità e sembra essere fatto in funzione di un obbiettivo preciso. Quando siamo entrati in quello composto da diversi cerchi su cui erano posizionati altri cerchi simili a pianeti, nulla lasciava immaginare il seguito.
Una meditazione era la benvenuta e io mi sedetti in un punto del cerchio centrale, quando improvvisamente, fui messa in contatto con un Essere. Era davanti a me, su un altro piano, e mentre lo osservavo egli stava insegnando a dei bambini molto giovani il funzionamento dei diversi sistemi solari. I bambini, che non sembravano avere più di tre o quattro anni, erano attenti e sembravano molto interessati a questi mondi che ruotavano davanti a loro in perfetta armonia. E’ allora che l’insegnante, un grande Essere dai capelli lisci e dallo sguardo di una compassione infinita, si girò verso di me e noi tutti. Ci vide e ci sorrise,poi mi mostrò un pianeta ed io riconobbi la Terra e ne rimasti davvero stupita: io, che sapevo che la Terra era la sola nota stonata del nostro sistema solare, la vedevo girare in mezzo agli altri pianeti a vari corpi celesti in simbiosi con tutti gli altri pianeti del sistema. Allora, compresi in un istante, che la Terra era riuscita nel suo passaggio e che era di nuovo riabilitata:e ra l’ipotesi più probabile, ma per quegli Esseri era come se si fosse già compiuta. Ero emozionata e immensamente riconoscente che altri esseri vedessero la Terra guarita e che addirittura insegnassero tutto ciò. L’Essere mi sorrise e il suo sorriso illuminò tutto il luogo di un’energia palpabile . Con un gesto si eclissò ed io ripresi del tutto coscienza del luogo.
Un altro grande cerchio nel grano mi riservò delle sorprese.Quel giorno visitammo l’agroglifo che conteneva delle «scritture» e percorremmo, gli uni e gli altri i cerchi iniziali, per poi dirigerci nei lunghi corridoi di una scrittura strana ed indecifrabile. Io avevo attraversato i primi cerchi percependo un’impressione sgradevole di distruzione, senza capire bene a cosa fosse dovuta,

Allora che ebbi una sensazione strana, come un brivido che correva lungo la mia colonna vertebrale. Una mano mi stava guidando attraverso le scritture e mi parlava: «sei in un libro che sarà davvero comprensibile soltanto più tardi per questa umanità. Esso contiene l’anatomia fisica e sottile dell’Essere del futuro. E alcuni dei vostri scritti terrestri l’hanno talvolta accennato. Le righe centrali della scrittura descrivono l’evoluzione dell’Umano, cosa è stato e cosa sarà. Ciascuna linea corrisponde ad un grado del suo divenire. L’essere del futuro sarà poco simile con quello del vostro presente attuale: avrà la fluidità dell’acqua e la forza della roccia, sarà sia solare che lunare e avrà trasceso le sue emozioni. Allora potrà leggere questo libro sui diversi piani che lo costituiscono». La voce si fermò e mi resi conto che il cerchio nel grano aveva distinti livelli di lettura, ma che la sua vera essenza non sarebbe stata facile a capirsi fino a quando noi stessi e l’umanità avessimo fatto nostre le nozioni per comprenderlo. In ogni modo, d’ora in avanti , queste nozioni sarebbero state codificate in noi e avrebbero risvegliato su ciascuno dei nostri piani, dal più fisico ai più sottili, ciò che era ancora addormentato. Così, camminando in questo luogo, avremmo potuto riaprire in noi delle porte chiuse da ormai tanto tempo. Tutti coloro che erano là ne hanno beneficiato, e attraverso loro, altri potranno utilizzare quest’energia che diffondono immancabilmente ed inconsciamente (il che è salutare per tutti i nostri ego sovradimensionati). Poi vidi davanti a me dei mondi svuotati della loro sostanza, dei pianeti morti e disseccati, mentre una voce continuava: «questi mondi fanno parte della storia antica dei diversi sistemi solari. Sono dei pianeti morti e i. loro abitanti non hanno saputo preservarli rifugiandosi sulla vostra Terra attuale. La loro storia è anche una parte della vostra, ecco perché è scritta in questo grande libro dell’evoluzione». Fu tutto e la comunicazione cessò così com’era arrivata, senza giudizio, senza emozione. Tutto sembrava così evidente…
Sulla nostra strada si è, anche presentata, una strizzatina d’occhio: Avevamo richiesto che un cerchio nel grano fosse creato in relazione alle terapie essene ed immaginate la nostra sorpresa nello scoprirne due. Non abbiamo la certezza che siano stati fatti per noi, ma guardate voi stessi.
Il primo apparso dopo la nostra richiesta aveva la forma di una lemniscata, come quelle utilizzate nelle terapie essene.


Il secondo è comparso il giorno della nostra partenza ed è stato ancora più evidente: era formato da un cerchio centrale solare e cristico, una corona di dodici figure attorniate da altri due cerchi per un totale di 108 punti e tutto circondato da lemniscate crociate. Gli è stato dato il nome de: «La Rosa del Cristo».
Un grande grazie ancora alla nostra organizzatrice Valérie e al nostro accompagnatore specializzato nei megaliti, nelle onde di forma, nell’alchimia e in molte altre cose: Patrick Darcheville.
Come sempre fummo tutti riuniti nella maniera di vecchi conoscenti e il numero non fu mai un ostacolo.
Anne Givaudan e Antoine Achram.

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